Marco Carta racconta della notte in cella e la verità sul furto e la vacanza a Mykonos dopo l’arresto

Mercoledì sera Marco Carta è andato a Live Non è la d’Urso per raccontare la sua verità in merito all’arresto per il furto delle 6 magliette della Rinascente.

“Suona l’allarme, arriva la vigilanza, ci fermano. Io faccio vedere la mia borsa e dentro c’erano cose comprate con tanto di scontrino. Poi ci portano in uno stanzino, aprono la borsa di lei e ci sono 6 magliette. Poi è arrivata la Polizia, io ero incredulo, ci facevano domande, ci hanno perquisiti e io ero molto scosso. Poi ci hanno detto ‘dovete seguirci, ci potrebbe essere un arresto’.

Dentro una macchina della Polizia ci hanno portato al fresco come si dice, dentro un carcere, dentro ad una cella, sì, dentro una cella, separati io dalla mia amica. Io facevo avanti e indietro, mi sentivo un animale in gabbia. Ero senza cellulare, non potevo avvisare il mio fidanzato, che fino a notte fonda non ha sputo più nulla di me. Mi hanno detto che ero sotto arresto e che non potevo sentire nessuno se non un avvocato.

Sono rimasto in cella fino alle 4:30 del mattino, poi una pattuglia mi ha accompagnato a casa. Si vedeva che ero scioccato e che non stavo bene, fissavo il vuoto. Anche se a casa, la mattina continuavo ad essere arrestato.

Alle 8 del mattino la Polizia è tornata a prendermi, siamo andati al processo. Il magistrato ha visionato i documenti per ore e non ha trovato prove certe e c’erano cose che non tornavano nelle dichiarazioni messe a verbale. Adesso sono indagato, ma non rinviato a giudizio.”

Il cantante ha anche spiegato il perché della sua “vacanza” a Mykonos, dicendo che non è stata assolutamente una fuga.

“Non sono scappato, non è stata una fuga come hanno scritto molti. In realtà era un addio al nubilato organizzato da tempo. La data era già fissata”.

L’intervista si è conclusa nel migliore dei modi, con Santa Barbara da Cologno Monzese che guardando Marco Carta dice: “Tanto ci rivediamo qui a settembre“.
Questo significa che avremo il riscatto di Marco o la sua ammissione in lacrime, direttamente nel santuario di nostra signora Carmelita.



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